Differenze tra le stampanti laser e quelle ad inchiostro

Stampanti laser e a inchiostro: quali differenze ci sonoIn commercio si possono trovare due principali tipologie di stampante: laser o a getto d’inchiostro. La scelta dell’una o dell’altra deve essere attentamente valutata in base alle proprie esigenze di stampa, alla frequenza di utilizzo prevista e alla velocità di stampa richiesta.

Le caratteristiche delle stampanti laser

Per il loro funzionamento, le stampanti laser richiedono consumabili specifici: i toner, ovvero inchiostri solidi. Il meccanismo delle stampanti laser è piuttosto semplice, e basato su una sorgente luminosa che genera un raggio laser che viene deviato da uno specchio rotante verso i punti desiderati. Questo laser va poi a colpire il tamburo di stampa (rullo), la cui superficie è ricoperta di un materiale fotosensibile che si può caricare elettricamente. Quando il tamburo di stampa è carico, avviene il contatto con il toner e la polvere viene depositata prima sulle zone ‘elettrizzate’ e poi sul foglio. Il vantaggio principale legato alle stampanti laser è che il toner – a differenza delle cartucce delle inkjet – può anche essere utilizzato solo sporadicamente. Anche tenendo ferma la stampante per qualche mese, si può ricominciare ad impiegarla senza problemi. Queste stampanti sono inoltre molto più veloci rispetto alle inkjet.

Le caratteristiche delle stampanti a getto d’inchiostro

Le stampanti inkjet si basano su cartucce contenenti inchiostro liquido, che viene depositato sul foglio dopo essere passato da ugelli di dimensioni minuscole. Esistono due principali tipologie di funzionamento di queste stampanti, ovvero quella delle Canon (Bubble-Jet, basata sull’innalzamento della temperatura all’interno della cartuccia) e delle Epson (tecnologia piezoelettrica, ovvero un sistema di stampa a freddo). Il problema principale delle stampanti inkjet è il fatto che le cartucce sono prima o poi destinate a seccarsi, se non utilizzate con una certa frequenza. Dopo qualche tempo di inattività, il liquido contenuto tende infatti a rapprendersi e questo comporta la sostituzione obbligatoria della cartuccia, anche se la stessa non si è ancora esaurita. Inoltre le cartucce per inkjet hanno una data di scadenza oltre il quale non possono essere utilizzate: perciò, è possibile che una stampante possa “rifiutare” una cartuccia ancora in perfette condizioni ma scaduta. Il microchip contenuto nella cartuccia segnala infatti alla stampante il problema e ne impedisce l’utilizzo a scopi precauzionali.

Foto: Joachim Wendler – FotoliaSimilar Posts:

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